20250418
| Edition | Pezzo Unico |
|---|---|
| Sujet | Quadri Astratti |
| Technik | Pittura |
| Höhe | 30 cm |
| Breite | 30 cm |
| Länge/Tiefe | 1.8 cm |
Composizione geometrica con colori freddi su tela incorniciata 30x30
Contrasto complementare in una tensione attenuata, con i colori secondari blu artico e terra d’ombra sfumati a moderare il tutto con discrezione
Righe in vernice argentata
Telaio da 1,9 cm di spessore – la versione leggermente più pregiata
Vernice satinata
Possibilità di appenderla insieme al codice 20250419 come dittico
Anno di realizzazione 2025
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AuftragsarbeitenARTUS
Lavoro con colori acrilici su tela, a volte anche su supporti rivestiti di garza di seta.
Nell’area culturale di lingua tedesca, l’ispirazione è stata ed è tuttora il Bauhaus e l’arte concreta;
nell’area anglo-americana questa corrente viene chiamata «hard edge painting».
Anche i termini «color field», «op art» o «postpainterly abstraction» lo descrivono bene.
Per me
, il primo a farmi scoprire questa corrente è stato Paul Klee, con il suo quadro «Superschach...».
Tra gli altri che mi hanno ispirato ci sono:
, Johannes Itten, Anton Stankowski, Richard Paul Lohse, Josef Albers, Gerhard Richter, Max Bill, Kenneth Noland, Victor Vasarely e altri.
Anche se mi interesso di arte da quando avevo 17
anni, un semestre come ospite all’Accademia di Grafica e Design di Colonia, nel dipartimento di Pittura Libera, mi ha fatto entrare più a fondo in questo mondo.
Il professor Wewerka mi ha fatto seguire il motto «Copia Kandinsky finché non te lo sei tolto dalla testa – e poi sentiti libera di creare qualcosa di tuo»,
cosa che in effetti ha funzionato...
Ma la vera svolta è arrivata solo durante i lockdown dovuti al Covid –
quando, lavorando da casa, sono nati quei quadri astratti geometrici in formato 100x100... che inondavano di luce l’appartamento – e chiedevano a gran voce di essere liberati...