5 x1-3 x 5 - 20240928
| Edizione | Pezzo Unico |
|---|---|
| Soggetto | Quadri Astratti |
| Tecnica | Pittura |
| Altezza | 50 cm |
| Larghezza | 50 cm |
| Lunghezza/Profondità | 3.6 cm |
Acrilico su telaio 50 x 50 x 3,6 cm
Il quadro fa parte di un lavoro con diverse varianti: uno schema geometrico sempre uguale viene riempito con diverse combinazioni di tonalità di colore, per poi analizzarne le diverse dinamiche che ne derivano.
20240911 è nato da una deviazione casuale durante la riproduzione della quinta variante in basso a destra – vedi foto n. 5.
2040928 è l’elaborazione della variante originale n. 5.
Questa serie va oltre la semplice griglia quadrata di 5 x 5 sottocuadri, in quanto :
nelle varianti 1-2) i quadrati di base vengono raggruppati in blocchi doppi. così che alla fine rimanga un solo quadrato finale, che funge da finestra centrale risolutiva – o da chiave di volta – oppure
Variante 1-3) i quadrati di base vengono uniti in blocchi doppi, blocchi angolari o aree parziali ancora più grandi
L’obiettivo è risolvere in modo costruttivo diversi compiti di tensione: il contrasto tra i colori in sé, il contrasto chiaro-scuro – e, grazie al diverso numero di sottogruppi di colori diversi, il contrasto quantitativo.
La composizione complessiva nasce dalla disposizione delle aree parziali di un sottogruppo cromatico selezionato in modo da formare una figura primaria e dominante, che si pone in un rapporto di tensione armonioso o contrastante-dinamico con lo sfondo costituito dalle aree parziali secondarie che la circondano.
Appena uscito dallo spazio di lavoro - Anno di creazione 2024
ARTUS
Lavoro con colori acrilici su tela, a volte anche su supporti rivestiti di garza di seta.
Nell’area culturale di lingua tedesca, l’ispirazione è stata ed è tuttora il Bauhaus e l’arte concreta;
nell’area anglo-americana questa corrente viene chiamata «hard edge painting».
Anche i termini «color field», «op art» o «postpainterly abstraction» lo descrivono bene.
Per me
, il primo a farmi scoprire questa corrente è stato Paul Klee, con il suo quadro «Superschach...».
Tra gli altri che mi hanno ispirato ci sono:
, Johannes Itten, Anton Stankowski, Richard Paul Lohse, Josef Albers, Gerhard Richter, Max Bill, Kenneth Noland, Victor Vasarely e altri.
Anche se mi interesso di arte da quando avevo 17
anni, un semestre come ospite all’Accademia di Grafica e Design di Colonia, nel dipartimento di Pittura Libera, mi ha fatto entrare più a fondo in questo mondo.
Il professor Wewerka mi ha fatto seguire il motto «Copia Kandinsky finché non te lo sei tolto dalla testa – e poi sentiti libera di creare qualcosa di tuo»,
cosa che in effetti ha funzionato...
Ma la vera svolta è arrivata solo durante i lockdown dovuti al Covid –
quando, lavorando da casa, sono nati quei quadri astratti geometrici in formato 100x100... che inondavano di luce l’appartamento – e chiedevano a gran voce di essere liberati...