daniel Sommergruber
di
Kolbermoor.Prima
di allora
, dal 2007 al 2014, ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Vienna, dove ho concluso i miei studi nella classe di scenografia con il Prof. Erich Wonder e Anna Viebrock.
L’interesse per la messa in scena si ritrova in ogni opera dell’artista Daniel Sommergruber, che vive a Vienna, che si tratti di fotografia, pittura, disegno, scultura o, in forma attiva, di scenografia. Il punto di partenza del suo lavoro è sempre l’uomo e il suo rapporto con lo spazio concettuale, che guida i suoi esperimenti con materiali e tecniche.
Il suo lavoro interdisciplinare si riflette nella sua formazione, influenzata da un lato dal corso di perfezionamento in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Vienna con Anna Viebrock ed Erich Wonder e, dall’altro, dal corso di perfezionamento in pittura con Markus Lüpertz. Attivo lui stesso come fotografo e scenografo, Daniel Sommergruber è aperto agli stimoli visivi o letterari. I libri fotografici sono una fonte di ispirazione, così come le messe in scena teatrali o gli articoli dei quotidiani. I reperti visivi vengono assemblati in un collage nel suo occhio interiore e assumono un nuovo significato grazie alla loro posizione e dimensione nello spazio, dove gli spazi vuoti contribuiscono alla narrazione tanto quanto i motivi figurativi.
Nelle sue opere l’artista
esagera le proporzioni, i rapporti o i dettagli dell’immagine in modo quasi manieristico, sottolineando così allo stesso tempo lo spazio circostante e i suoi protagonisti. Le sue rappresentazioni umane vengono astratte attraverso il gioco di luci e ombre e, nonostante i contorni netti e la durezza, appaiono sfocate e rese anonime. Il suo soggetto principale non sono tanto le persone in sé, quanto le loro posizioni e relazioni. È solo attraverso i legami che creano tra loro, con e verso gli altri, che acquisiscono rilevanza.
Tra i riferimenti alla politica quotidiana, il manierismo pittorico e l’estetica di una sovraesposizione fotografica, il materiale utilizzato passa in secondo piano. Anche se, in tempi di sovraccarico digitale, questo appassionato pittore sceglie consapevolmente materiali di lavoro più lenti, come pennelli e colori a olio, Daniel Sommergruber non si limita a una singola tecnica. Oltre all’acquerello e all’acrilico, trovi anche penne a sfera o inchiostro su supporti di ogni tipo. Non solo tela o carta, ma anche palette riciclate o vecchie valigie, con le loro specificità, la struttura della superficie e la loro storia, non sono solo supporti, ma parte essenziale delle sue opere e trasmettono la sua ricerca sul posizionamento delle persone nello spazio.
POSIZIONI e REL
AZIONI Testo: Stephanie Sentall