Erich

von Erich

Ci congratuliamo con l'artista del mese di ottobre 2023 di Mercato dell’arte degli studenti:

"Nel suo lavoro fotografico, Adrian Ferdinand si concentra sull’osservazione dell’ambiente che lo circonda, sui dettagli casuali e sulla vita di tutti i giorni. Tra i suoi principali oggetti di studio ci sono la (sub)cultura, la vita sociale, la moda, i valori e la ricerca della propria identità." Abbiamo l’occasione di dare un’occhiata dietro le quinte.


Dove e cosa studi?

Studio Belle Arti all’Accademia di Belle Arti di Münster e dal 2017 frequento il corso avanzato di pittura della prof.ssa Julia Schmidt.

Ti


andrebbe magari di darci un’idea di cosa ti sta tenendo occupata in questo momento? 

Ho appena finito una piccola serie di stampe per una prossima mostra collettiva a Berlino (Superdruckmarkt, 1-10 dicembre 2023, Brunnenstraße 107, 13355 Berlino). Parallelamente sto lavorando a un progetto editoriale un po’ più ampio, per il quale ho scattato delle foto in Sicilia durante la mia borsa di studio di viaggio di allora. Il mio obiettivo è finirlo entro quest’anno.

Nel frattempo

,

nella nostra classe stanno iniziando pian piano i preparativi per le visite guidate all’inizio del prossimo anno (dal 31 gennaio – 4 febbraio 2024) e, nel frattempo, mi arrivano anche un po’ di scartoffie da compilare per la mia prossima borsa di studio alla Cité Internationale des Arts a Parigi.


Ti dedichi solo alla fotografia o nella tua arte c’è spazio anche per altri mezzi espressivi?

Oltre alla fotografia, ogni tanto mi diletto con il cemento o costruisco oggetti in legno. Questi lavori rientrano più nel campo della scultura. All’inizio dell’anno mi sono cimentato per la prima volta sul serio con la serigrafia. Ho realizzato subito un telone da camion di 6x3 m con un motivo astratto, basato su una foto subacquea in bianco e nero che ho scattato diversi anni fa in Kenya. In sostanza, si può dire che quando uso altri mezzi espressivi, spesso questi traggono ispirazione dalla mia fotografia o dai temi che tratto in essa. Prima di partire per Parigi, vorrei assolutamente continuare a lavorare con la serigrafia in questa stagione buia, in cui mi capita raramente di scattare foto. Magari ho anche un po’ di tempo per iniziare un altro progetto di libro che mi frulla ancora in testa. 



Come nascono le tue foto?

Le mie foto nascono per lo più nella mia vita di tutti i giorni o durante i viaggi. Tra queste, mi interessano soprattutto i momenti casuali: le persone, i loro atteggiamenti e le loro pose, così come gli oggetti negli spazi pubblici che presentano una certa estetica o astrazione. Da singole foto e aree di interesse che presentano caratteristiche cromatiche o installative possono poi svilupparsi anche lavori seriali. Questi partono solitamente da più immagini e vengono sviluppati dal punto di vista tematico e/o estetico. A seconda della situazione e dell’idea di fondo, mi dedico anche consapevolmente a progetti o serie specifici.  


Da chi trai ispirazione? C’è qualcuno in particolare per te?

Ci sono alcuni grandi nomi famosi, di cui la maggior parte delle persone ha in mente un certo linguaggio visivo, ma anche piccoli artisti sconosciuti che a volte mi rimangono impressi nella memoria. Wolfgang Tillmans, Tobias Zielony, Nan Goldin, Peter Piller, Juergen Teller, Martin Parr, Thibault Lévêque, Rosie Matheson, Josh Kern, Pierre Descamps... la lista è lunghissima. Cerco sempre di guardare tante cose e di non farmi ispirare solo dai fotografi, così da mantenere uno sguardo flessibile e aperto alle novità. 


"ohne Titel" (Plane), 2024
50 x 35

320,00 €*
"ohne Titel" (Plane), 2024
Badehose
75 x 50

400,00 €*
Badehose
Biomuell
75 x 50

400,00 €*
Biomuell
Chez Jeannette
80 x 120

550,00 €*
Chez Jeannette
colors of athen
100 x 70

500,00 €*
colors of athen
Covered
20 x 30

200,00 €*
Covered
Felix
80 x 120

550,00 €*
Felix
Fisch im Rahmen
45 x 30

290,00 €*
Fisch im Rahmen
Fleischfinger
75 x 50

400,00 €*
Fleischfinger
Free WIFI
45 x 30

290,00 €*
Free WIFI


Come scegli i soggetti delle tue foto? Hai sempre in mente un obiettivo preciso o è più una questione di sensazioni?

Con una piccola macchina fotografica analogica sempre con me nella vita di tutti i giorni, cerco momenti che mi sembrano interessanti, che si presentano spontaneamente, e li immortalo in modo intuitivo. Si tratta, ad esempio, di nature morte curate e di oggetti disposti inconsapevolmente da altri nell’ambiente circostante e nello spazio urbano, dettagli che emergono e che mi ricordano qualcosa, mi colpiscono o mi rivelano qualcosa. Un piccolo tentativo di rendere visibile ciò che è universalmente valido o anche di metterlo in discussione.


Quali temi ti interessano da più tempo?

Mi risulta piuttosto difficile citare temi specifici. Situazioni intime tra amici, la questione della propria identità o i margini della società sono solo alcuni esempi di ciò che esploro. Il più delle volte cerco semplicemente una certa atmosfera o un’illuminazione particolare nei soggetti. Cerco persone che assumono pose o espressioni facciali particolari e osservo il loro comportamento nei confronti dell’ambiente circostante. In questo contesto, faccio attenzione a prospettive particolari, inquadrature, giochi d’ombra e situazioni di illuminazione speciali. A volte è anche un’estetica che nasce da motivi astratti nelle rappresentazioni di ciò che è comunemente considerato antiestetico a catturare il mio interesse, come ad esempio i rifiuti, la decomposizione o l’usura. 


Chi sono le persone che ritraggi? E perché non si vedono mai i loro volti?

Spesso le persone provengono dalla mia cerchia ristretta oppure mi sono completamente estranee. Nella maggior parte dei soggetti che in un certo senso ritraggono una persona, per me l’inquadratura specifica senza il volto dice spesso più di un’immagine completa del corpo. Se non si tratta esplicitamente dell’atmosfera espressa dal volto, questa aggiunta spesso distrarrebbe solo dall’essenziale. L’attenzione deve concentrarsi interamente sull’atmosfera creata dalla luce, sull’emozione o sulla postura. Da questa assenza deriva allo stesso tempo una sorta di universalità, ovvero la possibilità di un approccio più ampio per chi guarda.


Come definiresti il tuo stile?

Uff, che domanda difficile. In linea generale direi che le mie fotografie hanno per lo più un carattere documentaristico e un uso consapevole di luce, ombre e colori. Mi capita però sempre più spesso che alcune persone riconoscano il mio stile o il mio linguaggio visivo, cosa che mi lusinga molto. Forse sono semplicemente troppo coinvolto per dare una risposta adeguata e sarebbe meglio chiedere agli spettatori.


Cosa fai quando non scatti foto? A cosa ti dedichi?

  Vado sullo skateboard da tantissimo tempo, quindi quando trovo il tempo sono fuori per strada o vado in campeggio da qualche parte nella natura con la mia vecchia Volvo. Mi risulta molto difficile spegnere lo sguardo da artista e non cercare un soggetto specifico, insomma staccare davvero la spina, perché di solito ho sempre una macchina fotografica in tasca. 


Grazie per le tue risposte!

Grazie mille per il riconoscimento, l'intervista e le opportunità offerte dalla piattaforma!


Qui puoi vedere i lavori di Adrian.