von Matthea
Stand: 06.29.2025
Dipinti acrilici: colore, libertà ed espressività sulla tela
I dipinti acrilici godono da decenni di grande popolarità, non solo tra gli artisti professionisti, ma anche tra i pittori amatoriali. La versatilità dei colori acrilici, i loro colori vivaci e il tempo di asciugatura veloce rendono i dipinti acrilici un mezzo affascinante nel mondo della pittura. Molti artisti famosi come Andy Warhol, David Hockney o Gerhard Richter hanno usato i colori acrilici per creare nuove forme di espressione artistica con forti contrasti cromatici e tecniche innovative.
Cos’è la pittura acrilica e perché è così apprezzata dagli artisti?
Ciò che oggi risplende colorato sulle tele ha le sue origini nel mondo della chimica: i colori acrilici sono costituiti da cosiddette dispersioni plastiche – più precisamente da minuscoli esteri polimerizzati dell’acido acrilico. Sembra complicato, ma l’effetto è semplice: non appena il colore si asciuga, diventa impermeabile e aderisce saldamente alla superficie. Inoltre, si diluisce facilmente con l’acqua, il che rende la pittura con i colori acrilici particolarmente semplice. Oltre alle varianti a base d’acqua, ci sono anche vernici acriliche a base di solventi – un tempo a base di toluene o xilene, poi con benzina di prova. Il trionfo dei colori acrilici è iniziato già negli anni ’30: nel 1930 i chimici Rohm e Haas depositarono il loro brevetto con il nome di Plextol, e nel 1934 la BASF produsse la prima dispersione di resina acrilica pronta all’uso – in realtà pensata per applicazioni industriali, non per l’arte.
Quello che era iniziato come un semplice rivestimento per pareti e macchinari si rivelò ben presto un vero tesoro per il mondo dell’arte. Negli anni ’40, alcuni artisti intraprendenti scoprirono i colori acrilici per i propri dipinti – in prima linea l’azienda Bocour Artists Colors, che nel 1946 lanciò a New York “Magna Plastic”, uno dei primi colori acrilici per artisti. All’inizio questi colori erano ancora a base di solventi, ma col tempo sono arrivate varianti più piacevoli e solubili in acqua. Al più tardi negli anni ’60, la moda dell’acrilico ha attraversato l’Atlantico per arrivare in Europa. La pittura ha conquistato tutti grazie alla sua versatilità, alla forte luminosità dei colori e alla libertà di sperimentare nuove tecniche – diventando così il mezzo preferito di tanti artisti e creativi.
Cosa rende la pittura acrilica così popolare? È semplice: è davvero un tuttofare. Si asciuga in un attimo, è quasi inodore, resistente all’acqua e si può usare su quasi tutte le superfici. Che si tratti di tela, legno, carta o persino plastica, la pittura acrilica tiene bene. Inoltre, si mescola meravigliosamente, offre una vastissima gamma di colori ed è adatta sia per velature delicate che per strati spessi e pastosi. Molti artisti usano l’acrilico anche per dare struttura alle loro opere – con stucco, sabbia, tessuto o altri materiali. Che sia espressivo, astratto o molto delicato, il colore acrilico si adatta a tutto. Ed è proprio questo che lo rende uno degli strumenti più interessanti della pittura moderna.
Dipinti acrilici moderni: come un colore ha cambiato l’arte
La storia della pittura astratta non è nata dall’oggi al domani, ma si è sviluppata gradualmente. Già con gli impressionisti come Monet o Renoir e gli espressionisti come van Gogh e Cézanne si notava un cambiamento: i contorni si dissolvano, i colori venivano stravolti, le prospettive si frammentavano. Anche il cubismo di Picasso presentava i primi segni dell’astrazione. Ma fu solo con la “Composizione VII” di Wassily Kandinsky del 1913 che la pittura si avventurò in un territorio completamente nuovo: un quadro che si distaccava totalmente dal figurativo e consisteva esclusivamente di colore, forma e ritmo. Altri esperti, invece, vedono in Hilma af Klint la vera pioniera. Il fatto è questo: la pittura astratta ha aperto una porta che, ancora oggi, offre ad artisti e spettatori infinite possibilità di interpretazione.
L’astrazione era ormai una realtà e cercava nuovi mezzi per esprimersi. I dipinti acrilici arrivarono proprio al momento giusto. Già negli anni ’30, i ricercatori svilupparono colori a base di resine polimeriche che, a differenza dei colori a olio, si asciugavano più in fretta, erano più facili da lavorare e si prestavano a un uso più versatile. Questo aprì nuove possibilità tecniche per gli artisti che volevano sperimentare con forme, strati e materiali. L’artista messicano David Alfaro Siqueiros è stato tra i primi a utilizzare il nuovo materiale nella sua arte astratta e di critica sociale – con grande effetto. La pittura acrilica era più di un semplice sostituto: è diventata uno strumento a sé stante, con un proprio linguaggio artistico proprio dei dipinti acrilici.
Con la pittura acrilica, la varietà delle forme di espressione astratta è letteralmente esplosa. Che si tratti dell’energetico “Action Painting” di Jackson Pollock, del chiaro potere simbolico della “Pop Art” di Roy Lichtenstein o della fredda precisione della tecnica a rullo di David Hockney, sono stati proprio i dipinti acrilici a rendere possibile tutto questo. Artiste come Helen Frankenthaler e Kenneth Noland, invece, hanno dato vita a una direzione completamente diversa con il “Colourfield Painting” e l’“Hard-Edge”: ampie superfici, colori intensi, un’atmosfera meditativa. Certo, alcuni lamentavano la mancanza della caratteristica pennellata – che con i colori a olio era spesso considerata una “firma personale”. Ma proprio questa superficie liscia e neutra è diventata per molti un’opportunità per trasmettere emozioni attraverso la superficie e il colore – senza alcuna distrazione figurativa.
Icone in acrilico: i dipinti acrilici più famosi
Che si tratti del “Marilyn Diptych” dai colori sgargianti di Andy Warhol, del freddo e perfetto “A Bigger Splash” di David Hockney o delle opere in stile fumetto di Roy Lichtenstein come “Whaam!”, tutte hanno una cosa in comune: la pittura acrilica come mezzo espressivo centrale. I pigmenti brillanti dei dipinti acrilici, l’asciugatura rapida e la possibilità di dipingere le superfici con precisione hanno reso la pittura acrilica particolarmente attraente per gli artisti degli anni ’60 e ’70. Proprio nella Pop Art l’acrilico era ormai indispensabile: i colori apparivano artificiali, lisci e di forte impatto visivo, adattandosi così perfettamente all’estetica di una società in preda alla frenesia del consumismo. Warhol usava la pittura acrilica come un grafico pubblicitario: veloce, riproducibile, ma allo stesso tempo carica di emozioni grazie all’iconizzazione dei suoi soggetti.
Oltre agli artisti della Pop Art, anche i rappresentanti delle correnti astratte sperimentarono intensamente con la pittura acrilica. Helen Frankenthaler ha sviluppato una tecnica tutta sua, versando vernice acrilica molto diluita su tele non preparate: una variante del cosiddetto “Colour Field Painting”, che ritrovi anche nelle grandi campiture di colore di Mark Rothko. In questi dipinti acrilici non si trattava più di oggetti, ma di atmosfera, effetto, profondità. La pittura acrilica, con la sua trasparenza e la facilità d’uso, aiutava a creare spazi emotivi. Barnett Newman e Kenneth Noland lavorarono con intensità simile su esperienze cromatiche pure, spesso in composizioni geometriche chiare con «bordi netti» – la cosiddetta pittura Hard-Edge.
Artisti come Jackson Pollock e Gerhard Richter hanno dimostrato che l’acrilico non serve solo a creare ordine e superfici. Mentre Pollock faceva gocciolare il colore, scagliando così energie astratte sulla tela – una pratica che si prestava perfettamente all’uso dei colori acrilici –, Richter, in quadri come «Quadro astratto (1986)», sfumava interi strati di colore con spatole e raschietti. I dipinti acrilici erano qui uno strumento per decisioni spontanee, cambiamenti rapidi e casualità controllate. Anche Jean-Michel Basquiat ha usato la pittura acrilica nei suoi quadri grezzi e grafici degli anni ’80, in cui combinava la pittura con testo, simbolismo ed elementi di graffiti. Questo lo dimostra chiaramente: l’acrilico non è solo una tecnica – è atteggiamento, velocità e libertà tutto in uno.
Dipinti acrilici degli studenti al Mercato dell’Arte
Anche gli artisti della SKM offrono un vasto repertorio di dipinti acrilici molto vari. Dalla pittura acrilica astratta alle forme e ai volti ben definiti, fino a dipinti acrilici carichi di emozioni. Se vuoi comprare dipinti acrilici fatti a mano, sei nel posto giusto. Scopri le opere d’arte in acrilico di Fabienne Sanke, caratterizzate da colori intensi e movimenti dinamici. L’artista SKM Guoqiang Wu crea i suoi dipinti astratti in acrilico con linee pulite e contrasti netti, mentre i volti provocatori di Enrico Kosenkow si dissolvono nell’astrazione. Puoi acquistare un quadro acrilico originale anche da Martin Collmann, che compone figure con forme geometriche colorate, giocando con la plasticità del colore. La loro arte è variegata quanto lo sono i nostri artisti. Al Mercato d’arte degli studenti trovi dipinti acrilici su tela realizzati a mano in tantissimi stili e versioni diverse: scoprili tu stesso!
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