von Erich
Stand: 04.18.2024
Sei l’artista del mese del Mercato d’arte degli studenti. Congratulazioni! Dove e cosa studi?
Grazie, studio Arti figurative alla HFBK di Dresda con il Prof. Macketanz. È un corso di pittura.
Come riassumeresti le tue opere in una frase?
È davvero una domanda difficile, direi: «Un portale verso diversi luoghi astratti e ultraterreni, dove c’è molto da scoprire e che invitano chi guarda a vivere un’avventura».
Con quali materiali e tecniche ti piace lavorare di più?
Adoro i colori a olio e la tela di lino; non riesco proprio a farne a meno, anche se come tecnica hanno ormai una lunga storia alle spalle, ne amo il prestigio e la versatilità. Inoltre, al momento sto lavorando con le tecniche più disparate, tra cui la velatura – cioè l’applicazione di strati sottilissimi di colore uno sopra l’altro – che nelle mie opere riveste un ruolo davvero grande e importante.
Dove trovi le tue fonti di ispirazione?
Dipende molto: da un lato nelle cose di tutti i giorni che di solito diamo per scontate, ma che possono comunque affascinarci se ci prestiamo maggiore attenzione. Dall’altro, nelle infinite distese che si estendono sopra le nostre teste e in tutte le avventure che probabilmente si nascondono ancora lì.
Qual è stata l’ultima mostra che ti ha ispirato?
Senza dubbio la mostra di Green Brown “The Real Thing” ad Hannover: i colori delle opere e le composizioni delle linee sono stati davvero molto stimolanti.
Quali sono i temi fondamentali nelle tue opere?
Libertà, avventura e incertezza sono i tre temi che ricorrono sempre nei miei lavori. Per me è importante che, attraverso i miei quadri, riesca a far intuire emotivamente allo spettatore uno di questi temi. Dare loro la voglia di guardare e riguardare l’immagine per rendere più tangibile la sensazione che suscita in loro o semplicemente per provare il piacere di scoprirla.
Lavori anche molto con i collage: cosa significa per te questo mezzo espressivo?
La storia dei collage è nata per necessità. Avevo dimenticato i miei strumenti da disegno, ma dovevo andare al corso di disegno anatomico. Così ho improvvisato e ho raccolto in fretta all’università quello che mi serviva per lavorare. Alla fine mi sono ritrovato seduto al corso di disegno anatomico con un pennarello Edding e un divertente LIBRO TASCABILE, e ho scoperto così un mezzo espressivo completamente nuovo per me. Questo mi ha permesso di entrare in dialogo con le pagine. Dalla storia raccontata in quella pagina ai colori del capitolo, c’erano tantissime possibilità di interagire con la mia superficie da disegno, cosa che mi ha subito affascinato.
Che ruolo ha la fantascienza nelle tue opere?
Direi un ruolo non proprio da poco. Fin da piccolo ho amato le storie di fantascienza. Vedere sullo schermo come le idee e l’ingegno aprissero porte completamente nuove, con infinite possibilità inimmaginabili all’interno del cosmo cinematografico. Con la speranza, un giorno, di poter far parte di quel mondo. Credo che finora non sia cambiato molto. Mi piacerebbe ancora avere una spada laser, un R2D2 tutto mio e un mezzo di trasporto con cui poter fare ogni tanto, il mercoledì, una gita nello spazio. Cosa che, ovviamente, si riflette spesso anche nelle mie immagini
Quali temi ti interessano al momento?
In breve: le figure sonore di Chladnische, la caducità di tutte le cose, le immagini del telescopio Hubble e se il contrario della gravidanza sia davvero un nonno morto nello zaino.
Dove dipingi?
Per fortuna dipingo nel mio studio alla HfbK di Dresda. Altrimenti il mio equilibrio tra vita e lavoro andrebbe completamente a rotoli. Quando dipingo, sono completamente nella ZONA per 8-9 ore; se non venissi cacciato fuori o non mi sistemassi una postazione di lavoro a casa, probabilmente non dormirei più fino a quando un quadro non fosse finito.
I tuoi lavori sono molto diversi tra loro, a volte figurativi, a volte astratti. Da dove vengono queste differenze?
Credo che le differenze derivino da influenze diverse. Ma probabilmente dal lasso di tempo che separa la maggior parte dei lavori. All’inizio dei miei studi ho dipinto molti quadri figurativi umoristici, dietro ai quali mi nascondevo anche un po’ come pittore serio. All’epoca volevo migliorare la mia tecnica attraverso un lavoro figurativo quantitativo.Ma così facendo, nel corso degli studi, mi sono ritrovato in un vicolo cieco. Nello stesso periodo ho iniziato la mia serie “The Art of Practice”, in cui entro in dialogo con le pagine dei fumetti e cerco di creare composizioni interessanti usando solo semplici forme geometriche. Dopo quasi 400 opere della serie e una pausa dalla pittura, ho riflettuto sul vicolo cieco in cui mi trovavo. Sono così giunto alla conclusione che il modo migliore per andare avanti fosse abbattere tutte le fondamenta della mia pittura e ricostruirle da zero. È così che è nata l’attuale serie SPACE.
Quando non dipingi, cosa fai?
Allora mi dedico alla chitarra e suono un po’ per conto mio, oppure mi vedo con gli amici per serate di D&D, gioco ai videogiochi o vado da Thalia a leggere le sinossi dei libri, aspettando che esca il film.
Come sei arrivato allo Studierenden Kunstmarkt e quali sono state le tue esperienze?
In realtà per puro caso. Una compagna di studi che si è trasferita dall’Alanus alla HfbK mi ha parlato dello SKM e questo ha suscitato il mio interesse a fare un salto lì e a provare a esporre le mie opere. Cosa ci porta qui? Sono stato accolto dalla SKM FAMILY e mi trovo davvero bene qui. Talmente bene che ho intenzione di restarmi ancora un po’ con voi. Spero quindi che la nostra collaborazione continui ad andare alla grande.
Hai avuto un’esperienza particolare con un cliente?
Mi viene in mente subito una cliente. Ha ordinato delle immagini della serie “The Art of Practice” ed era così impaziente per l’attesa – direi proprio che anche io ero pieno di entusiasmo all’idea che le arrivassero in fretta. Da allora ricevo sempre dei messaggini tramite Erich in cui mi dice quanto le piacciano le opere, e questo mi rallegra sempre la giornata.
Vuoi aggiungere o raccontare qualcos’altro?
In realtà vorrei cogliere l’occasione per invitare i ragazzi della SKM a una mostra: se avete voglia di vedere le mie foto dal vivo e di parlare con me dei miei lavori, venite pure alla mostra collettiva “i Wander all night” il 25 aprile alle 18 per il vernissage al Künstlerquartier Bethanien a Berlino. Mi farebbe piacere vedere molti di voi lì!