von Erich
Stand: 11.14.2023
Oltre l'anatomia: i nudi
Oltre a tanti altri soggetti artistici, anche i nudi sono al centro del portfolio del mercato dell’arte studentesca. Digitando "dipinti di nudo" si apre una porta su tante opere d’arte sensuali. Il corpo viene ritratto con i mezzi espressivi più diversi e negli stili più vari. Alcuni dipinti di nudo sono discreti e delicati, altri invece astratti ed espressionisti. Con pochi clic del mouse si svela quindi un ampio spettro di questo genere pittorico.
Artisti diversi, stili diversi
La pittura di nudo è una parte fondamentale degli studi artistici. Permette agli studenti di cogliere una visione approfondita dell’anatomia, ma anche della bellezza del corpo. Franz Rewoldt, che fa parte anche della comunità studentesca Kunstmarkt, si dedica con i suoi disegni a matita a soggetti senza tempo, tra cui figurano anche i nudi.
I dipinti di nudi femminili si trovano in tutti i grandi musei, come il Louvre o il MoMA. Ma cosa si nasconde dietro il termine “nudo”? E come sono cambiati i dipinti di nudi nel corso delle epoche fino ad oggi? Soprattutto i nudi femminili sono popolari e onnipresenti, ma la definizione di «nudo» comprende tutti i corpi umani nudi e si ritrova nel disegno, nella pittura, nell’arte grafica, nella scultura e nella fotografia.
Storia
In origine, il termine “nudo” indicava lo studio grafico del corpo umano, il cosiddetto “studio di nudo”. Il termine è nato quindi come termine tecnico della scuola di ritrattistica e di pittura di genere nel XIX secolo. Il nudo nel corso del tempo Se guardiamo indietro nel tempo, il primo nudo risale probabilmente al 25.000 a.C. La “Venere di Willendorf” è stata scoperta in Austria nel 1908. La statuetta, alta 11 cm e scolpita nel calcare, sembra un vero e proprio simbolo di fertilità. Una scoperta impressionante! Essendo uno dei generi più antichi e variegati, il nudo gode di grande popolarità, ma furono solo i Greci, tra il 1200 a.C. e il 600 d.C., a elevarlo a oggetto d’arte a sé stante. Ma lo sguardo e il giudizio sul nudo e sui dipinti di nudo sono cambiati più volte nel corso del tempo. Dal Medioevo fino al XV secolo, il corpo nudo era visto come peccato, miseria, disgrazia, vergogna, impurità o povertà ed era quindi piuttosto mal visto. Le rappresentazioni e i dipinti di nudo erano ammessi solo per motivi religiosi; ad esempio, la storia di Adamo ed Eva richiedeva la nudità. Il Rinascimento ha dato nuovo slancio alla pittura di nudo ed è considerato l’inizio vero e proprio del disegno di nudo europeo. Da quel momento in poi, il nudo è considerato un’opera d’arte a sé stante.
I modelli di nudo
Ma chi erano, in realtà, i modelli per questi dipinti di nudo? Fino alla fine del XVII secolo i modelli erano esclusivamente uomini. Solo in seguito anche alle donne fu permesso di posare nude come modelle nelle università e nelle accademie più prestigiose. Un compito che, a seconda della posa, non era particolarmente comodo. Dato che spesso i modelli dovevano rimanere immobili in determinate pose per molto tempo, di solito per tutta la durata della sessione, si ricorreva spesso a aste e altre strutture per immobilizzare il corpo. Lo stile del croquis andò presto a vantaggio dei modelli, poiché in questo caso dovevano mantenere la posa solo per mezz’ora.
I cliché della pittura di nudo
Quando guardi i dipinti di nudo femminile, spesso ti viene in mente un cliché: uomini forti, donne belle. È proprio questo che raffigurano la maggior parte dei dipinti di nudo. Spesso il nudo femminile è oggetto di critiche, poiché stigmatizza gli ideali di bellezza stereotipati della donna e la raffigura in pose ben precise, per lo più di debolezza. Ma più ci concentriamo sul qui e ora e ci confrontiamo in modo critico con gli ideali di bellezza, più affiniamo il nostro sguardo e ci rendiamo conto che: Il nudo femminile si presenta in tante forme, colori, pose e atmosfere. «La nascita di Venere» di Sandro Botticelli, per esempio, incarna la donna come una dea che, nonostante la sua nudità, non rappresenta un simbolo dell’amore fisico, ma di quello spirituale.
Nudo maschile
Il nudo maschile non è così popolare né così spesso rappresentato come quello femminile. Eppure ha alle spalle una lunga evoluzione. Nell’antica Grecia, il nudo maschile aveva un ruolo importante nelle competizioni sportive. Questa sfida di forza si rifletteva anche nell’arte. A poco a poco, il ritratto di nudo del giovane è diventato l’immagine ideale di molte sculture. L’attenzione non era sull’individuo, ma su un ideale a cui aspirare. Nell’arte gotica, invece, la nudità era un tabù assoluto. Fino al Rinascimento, la Chiesa cattolica era l’unica promotrice dell’arte e quindi non permetteva la nudità. Durante il Rinascimento tornò in auge l’ideale classico della cultura greco-romana e in particolare l’atto maschile fu al centro dell’attenzione. Pittori come Hieronymus Bosch e Jan van Eyck sono artisti che hanno realizzato famosi dipinti di nudo o che hanno incluso l’uomo nudo nelle loro opere d’arte. Durante il Barocco, il nudo maschile era in gran parte limitato a motivi mitologici. Nel corso di tutte queste epoche, fino ad oggi, il significato del nudo maschile è cambiato sempre di più.
Dall’immagine ideale all’individuo
Un altro esempio importante, incentrato principalmente sullo studio del corpo umano e delle sue proporzioni, è l’«Uomo vitruviano» di Leonardo da Vinci, che ancora oggi è uno dei soggetti più famosi e riprodotti. Nudi di coppie Oltre ai nudi maschili e femminili, ci sono anche soggetti che raffigurano coppie. Come già accennato, le opere dell’artista Vera Morosova rientrano in questa categoria e mostrano una coppia nell’atto d’amore. I nudi che raffigurano coppie si concentrano principalmente su due aspetti: l’amore e/o il desiderio. Un bell’esempio è l’opera “L’abbraccio – Coppia d’innamorati II” (1917) di Egon Schiele. L’artista del Modernismo viennese cattura un momento intimo e spensierato. Qui l’attenzione non è sulla nudità, ma sul legame tra le due persone. I dipinti di nudo moderni spesso raffigurano anche una scena. Non si tratta più solo del corpo in sé, ma anche di raccontare una storia. Proprio la rappresentazione di una coppia di innamorati in un nudo sottolinea ancora più chiaramente il loro intimo legame. «La nascita di Venere», olio su tela, i nudi di Maria Lassnig non solo hanno una lunga storia alle spalle, ma affascinano l’umanità da sempre. Ormai non si tratta più solo dell’anatomia umana e della sua rappresentazione generica. I dipinti di nudo ci appaiono nelle sfaccettature più disparate. Se vuoi comprare dipinti di nudo, su Studierenden Kunstmarkt troverai una selezione sempre più ampia.
Qui troverai giovani artisti che interpretano e rappresentano questo genere ognuno a modo suo. Oppure lasciati ispirare, tra le altre cose, dalle categorie dei dipinti a olio, delle raffigurazioni di animali o dei dipinti floreali.