Warte
| Edition | Pezzo Unico |
|---|---|
| Sujet | Quadri Astratti |
| Technik | Acquerello |
| Höhe | 24 cm |
| Breite | 17 cm |
| Länge/Tiefe | 1 cm |
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AuftragsarbeitenLouis Djamila
I colori scorrono sulla superficie come pensieri troppo veloci per essere espressi a parole.
Nelle opere di Luis Djamila si incontrano corpi e paesaggi, natura e gesto.
La pittura non è rappresentazione, ma movimento – uno stato in cui tutto rimane allo stesso tempo visibile e indefinito.
Le figure nude, che ricompaiono più volte, sembrano vulnerabili e potenti allo stesso tempo. Frammentate, spostate, assorte in se stesse o distese in modo estatico.
Spesso non è chiaro dove finisca l’uomo e inizi l’esterno. Tra la pelle e lo spazio, tra lo sguardo e la superficie, si apre un “in mezzo” – grezzo, vibrante, aperto.
La pittura non segue alcun concetto fisso. Nasce nel momento, in modo impulsivo, a stretto contatto con il corpo. Non si tratta di controllo, ma di lasciarsi andare. È il tentativo di afferrare qualcosa che non si lascia afferrare – e che forse proprio per questo si rivela.
Materiali diversi – legno, tela, carta – richiedono ciascuno reazioni specifiche. Il colore viene stratificato, scartato, riposizionato. Non sta mai solo per sé, ma è sempre in relazione al movimento, alla resistenza, allo spazio.
Nell’opera di Luis Djamila si condensano interrogativi su identità, corporeità e trasformazione. I quadri non sono risposte: sono movimenti di ricerca, aperti a ciò che verrà, a ciò che si percepisce nel momento stesso in cui si dipinge.
Mostre (selezione)
2025
«How Many More Times», Galleria Petel, mostra personale, Utrecht
«I Can Eat Glass», Semperdepot, Vienna
«Morgengrauen», Project Space Locaal, Utrecht
2024
“Rumble”, Akademie Gallery, Utrecht
«Dualities», Utrecht
«Muur Art», Galerie Larik, Utrecht
2023
“Path”, Utrecht
2022
«Weamovement», Amsterdam
«Vivement», Amsterdam