Hannah-Sophia Eckart
«Per me simbiosi significa: potersi perdere per ritrovarsi su un altro livello.»
La sua pittura oscilla tra figurazione e astrazione. I corpi femminili appaiono come strutture permeabili e sensibili che si intrecciano con il colore, la superficie e l’ambiente circostante. Ne nascono universi visivi in cui visibilità e dissoluzione, linea e atmosfera si fondono tra loro. La scelta dei colori – spesso blu, turchese, viola e calde tonalità di rosa – avviene in modo intuitivo e accompagna la composizione con una coerenza emotiva mirata. Da qualche tempo sta ampliando la sua pratica artistica anche alle forme ceramiche.
Molte delle sue opere nascono da un linguaggio visivo intimo e di impronta femminile, che affronta sia la vulnerabilità che la forza. La sua posizione artistica si configura come una ricerca di forme in cui esprimere la vicinanza senza essere del tutto tangibile. Anche la contraddizione interiore tra il desiderio di controllo e la fiducia nel lasciarsi andare caratterizza questo processo. In questo modo, cerca spazi visivi in cui si possano sperimentare l’intimità, lo scioglimento e il legame.