Michaela Vrbkova
Usando materiali come olio, bitume e gommalacca, lascio che le immagini emergano spontaneamente dall’oscurità della materia. In questo processo ho imparato a rinunciare al controllo razionale e a considerarmi un puro mezzo – una mediatrice attraverso la quale narrazioni nascoste e figure latenti affiorano in superficie.
Ispirandomi alla logica dei sogni e alla capacità della materia di assumere una forma fisica, uso la pittura per navigare attraverso i paesaggi delle mie esperienze e dei miei traumi personali. La tela diventa così uno spazio psicologico in cui si manifestano sagome e frammenti di scene allo stadio embrionale – sospesi tra l’astrazione del gesto e la chiarezza del ricordo.