Maria Perchuk
Lo scoppio della guerra in Ucraina ha trasformato profondamente il mio linguaggio artistico. È stato un punto di svolta decisivo nel mio percorso. Il rosso è entrato nella mia tavolozza e da allora non se n’è più andato — non solo come colore, ma come un battito. Il colore stesso si è trasformato in un’espressione diretta del mio stato emotivo, portatore di ansia, dolore, forza, amore, rabbia e istinto di sopravvivenza.
Nel 2024 mi sono trasferita in Germania. Nel 2025 ho iniziato a studiare all’Accademia delle Arti di Karlsruhe nella classe del professor Plessen, continuando a sviluppare il mio percorso artistico in un nuovo contesto culturale. Nel mio lavoro, il colore non è mai decorativo: è psicologico. Parla prima ancora della forma. Attraverso texture stratificate e tonalità mutevoli, creo spazi in cui chi guarda può incontrare non solo il mio mondo interiore, ma forse anche frammenti del proprio.