I'm Blue [Da Be Dee Da Be Daa]
| Edizione | Pezzo Unico |
|---|---|
| Tecnica | Pittura |
| Altezza | 85 cm |
| Larghezza | 55 cm |
Tecnica/Materiale: olio su tavola di legno preparata, 1,5 cm. Anno di realizzazione: 2022
"Questo colore ha un effetto strano, quasi indescrivibile, sull’occhio. (…) Proprio come vediamo di blu il cielo alto e le montagne lontane, così anche una superficie blu sembra allontanarsi da noi. Proprio come ci piace seguire un oggetto piacevole che ci sfugge, così ci piace guardare il blu, non perché ci si imponga, ma perché ci attira a sé.»
-Goethe, J.W. (Teoria dei colori)
-____________________________________________________________________________________________________Le tavole di legno nascono da una collaborazione con un falegname amico, il cui laboratorio si trova proprio accanto al mio studio. Queste tavole sono state recuperate da grandi falegnamerie che altrimenti le avrebbero scartate come merce difettosa.
Tutti i miei quadri sono dotati sul retro di ganci a sega forati (almeno due paia). A seconda della larghezza dell’opera, questi sono posizionati alle seguenti distanze: 30 cm, 60 cm e/o 100 cm. (vedi foto di esempio)
I pannelli di legno sono trattati per evitare che si deformino o si incurvino nel corso degli anni (applicazione di un primer intensivo sul fronte e sul retro per i dipinti acrilici e a olio).
Maximilian Völter
> Maximilian Völter
> Nato nel 1994 a Wismar, in Germania
> Vive e lavora a Brema.
> Studente all’Università di Brema
> Laurea triennale in Arte, Media ed Educazione Estetica
> Tra i suoi professori c’è Wolfgang Hainke (ha partecipato alla Documenta 8, ha collaborato con Richard Hamilton, Emmet Williams e tanti altri)
> Membro dello Studenten Kunstmarkt dal 2021
Mostre selezionate:
2021 O.S.D (personale), Brema, Germania (06/21)
2021 Mostra di fine corso “Stampa artistica – Incisione” (collettiva), Università di Brema, Germania (09/21 - 12/21)
2022 O.S.D (personale), Brema, Germania (06/22)
2022 Mostra di fine corso “Stampa artistica – Serigrafia” (collettiva), Università di Brema, Germania (04/22 – 07/22)
2022 CONTEXT Gallery (collettiva), Venezia, IT (07/22 - 09/22)
2022 Reverse (collettiva), The Hidden Art Project, Oldenburg, DE (09/22)
2022 YFA (collettiva), Kunsthalle di Brema, Brema, Germania (10/22 - 01/23)
2023 ArtFest (collettiva), Constructor University, Brema, Germania (03/23)
2023 Tabularasaa (collettiva), TSH, Groninga, NL (04/23 - 06/23)
2023 O.S.D (personale), Brema, Germania (06/23)
2023 Mostra di fine corso “Pittura” (mostra collettiva), Università di Brema, Germania (07/23)
2023 CNTMPRY, Reset Gallery (collettiva), Berlino, Germania (08/23 - 10/23)
2023 YFA (collettiva), Kunsthalle di Brema, Brema, Germania (10/23 - 01/24)
2024 L'arte contemporanea del futuro (collettiva), Nancy, FR (02/24 - 04/24)
2024 ArtFest Bremen (collettiva), Constructor University, Brema, Germania (04/24)
2024 «Money» (collettiva), HUB Galerie, Brema, Germania (maggio 2024 - giugno 2024)
2024 O.S.D (personale), Brema, Germania (06/24)
2024 SG24 (personale), STUDIO GERDA, Brema (09/24 - 11/24)
2024 YFA (collettiva), Kunsthalle Bremen, Brema, Germania (novembre 2024 - febbraio 2025)
2025 ArtFest Brema (collettiva), Constructor University Brema, Germania (04/25)
2025 «RANDFIGUREN» (personale), Rathausgalerie Neukloster, Neukloster, DE (05/25 - 08/25)
2025 'DIE SCHÖNEN TAGE' (collettiva), STUDIO GERDA, Brema (09/25 - 10/25)
Dichiarazione dell’artista:
Per me la pittura non è un rifugio, né uno “spazio sicuro”: è il luogo in cui si svolge un confronto con un mondo che ti travolge, è frammentato e confuso. Uno spazio di sfida, in cui la complessità non viene spiegata, ma si percepisce. In un presente caratterizzato dall’accelerazione, dal sovraccarico di immagini e dalla frammentazione politica, vedo la pittura come una pratica di resistenza: contro ciò che è liscio, leggibile, sfruttabile. Non vedo l’immagine come una risposta, ma come una forma di resistenza: contro l’univocità, contro la compiacenza decorativa, contro la costante appiattimento del presente. I miei quadri nascono dall’attrito. Sovrappongono frammenti provenienti da tradizioni iconografiche politiche, dalla cultura pop, dalle sottoculture, dalla storia dell’arte e dalle immagini mediatiche attuali. Questi universi visivi si scontrano – a volte violentemente, a volte a malincuore – senza che ne derivi un ordine stabile. Per me l’appropriazione non è un commento distaccato, ma una forma di responsabilità: ciò che mostro non deve rassicurare, ma mettere in discussione.
La figura gioca un ruolo ambivalente nelle mie opere: è allo stesso tempo elemento di disturbo e vettore. Mai del tutto presente, mai completamente decifrabile. Porta con sé tracce, ma non rivela narrazioni classiche. Nella sua fragilità diventa lo specchio delle tensioni sociali e individuali – un «essere intermedio» che si oppone all’identificazione e all’attribuzione. Non credo nella purezza, né nell’immagine autonoma, né in una posizione distaccata. Credo nell’attrito. Nella coesistenza di bellezza e abissalità. Nella possibilità di creare, nella pittura, spazi che sfuggono a un’appropriazione immediata. Spazi in cui si riflettono le tensioni sociali, senza che debbano per forza essere risolte. Mi interessa l’immagine proprio nel punto in cui vacilla – sia dal punto di vista compositivo che contenutistico. Dove nasce il sovraccarico – non come errore, ma come qualità. Sono sempre alla ricerca di quella zona in cui un’immagine diventa troppo – inizia a ribellarsi al proprio stesso ordine. Non per il gusto di distruggere, ma per creare spazio all’ambivalenza, all’ambiguità, alla resistenza.
Per me la pittura è concentrazione: fisica, mentale, politica. Richiede decisioni, ma anche la capacità di sopportare l’incertezza. Raramente è una dichiarazione, ma più spesso un dialogo con un interlocutore ribelle. Uno spazio in cui la presa di posizione non si manifesta attraverso messaggi sensazionalistici, ma attraverso la perseveranza: nel gesto, nel dubbio, nel continuare a lavorare – nonostante tutto. Ciò che mi spinge è la domanda: come è ancora possibile un’immagine oggi – di fronte al sovraccarico visivo, alle tensioni politiche, all’esaurimento? E come possa sprigionare una forza che non placa, ma confronta; che non risolve, ma sopporta; che non chiude, ma lascia aperta – una forza che va ben oltre la decorazione o il valore di mercato.
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