Ja Hallo, am Apparat.
| Edition | Pezzo Unico |
|---|---|
| Sujet | Quadri Astratti |
| Technik | Pittura |
| Höhe | 100 cm |
| Breite | 80 cm |
| Länge/Tiefe | 4.5 cm |
TITOLO
Sì, ciao, sono io.
Sì, ciao, sono al telefono.
L’opera risplende di colori vivaci, che vanno dalle calde tonalità dell’arancione al verde brillante, e a prima vista trasmette un’atmosfera giocosa, quasi surreale. Ma osservandola più da vicino, rivela uno strato emotivo più profondo: il rapporto tra l’uomo e il ricordo, tra i contatti che nascono grazie a questo mezzo, il telefono. Ogni telefonata ha una sua energia: la routine quotidiana, la profondità emotiva di una conversazione con le persone care o la distanza che si crea quando quelle voci tacciono. Chi guarda si sente invitato a entrare in questo spazio e a riflettere sulle proprie esperienze di comunicazione e sul desiderio che ne deriva.
In fondo, quest’opera è un omaggio alle conversazioni che non potranno più avvenire e alle persone che non ci sono più. Cattura la dualità agrodolce del telefono: uno strumento che unisce, ma che ricorda anche l’impossibilità di ristabilire certi legami. I colori vivaci suggeriscono che questi ricordi, nonostante tutto, brillano e continuano a vivere nella nostra immaginazione, mentre la cornetta vuota sottolinea il silenzioso desiderio dei momenti passati.
L’opera irradia colori vivaci, che spaziano dai toni caldi dell’arancione ai verdi brillanti, e a prima vista trasmette un’atmosfera giocosa, quasi surreale. Eppure, osservandola più da vicino, rivela uno strato emotivo più profondo: il rapporto tra gli esseri umani e la memoria, tra i legami creati attraverso questo mezzo, il telefono. Ogni chiamata porta con sé una propria energia: la routine della vita quotidiana, la profondità emotiva delle conversazioni con i propri cari o la distanza che emerge quando quelle voci tacciono. Chi guarda è invitato a entrare in questo spazio e a riflettere sulle proprie esperienze di comunicazione e sul desiderio che spesso le accompagna.
In fondo, quest’opera è un omaggio alle conversazioni che non possono più avvenire e a chi non c’è più. Cattura la dualità agrodolce del telefono: uno strumento che unisce, ma anche un promemoria dell’impossibilità di ripristinare certi legami. I colori vivaci suggeriscono che questi ricordi continuano a risplendere e a vivere nelle nostre menti, mentre la cornetta vuota sottolinea il silenzioso desiderio dei momenti ormai passati.
Poesia
Ah, se solo avessi ancora il tuo numero,
saresti ancora qui,
ti chiamerei un’ultima volta,
chiederti come stai,
dirti cosa mi passa per la testa,
sapere dove sei.
Rimane solo il ricordo,
portato nel cuore,
amato fino alla fine.
Nostalgia della tua voce,
un ultimo «io» dalle tue labbra.
Lo sguardo rivolto alla cornetta,
racconta di conversazioni,
di coloro che ora tacciono.
Mi manchi.
poesia
Oh, se solo avessi ancora il tuo numero,
Se fossi ancora qui,
potrei chiamarti un'ultima volta,
chiederti come stai,
condividere i miei pensieri,
Sapere dove sei.
Mi resta solo il ricordo,
portato nel mio cuore,
amato fino alla fine.
Desidero ardentemente la tua voce,
un ultimo «io» dalle tue labbra.
Lo sguardo fisso sul ricevitore,
racconta di conversazioni,
di quelle ormai taciute.
Mi manchi.
Z.V. 2024
TECNICA
Pittura
pittura
MATERIALE
Acrilico e vernice su tela
acrilico e vernice su tela
DIMENSIONI
80 cm x 100 cm x 4,5 cm
ANNO DI REALIZZAZIONE
2024
PEZZO UNICO
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AuftragsarbeitenŽana Vojvodić
Artista: Pittura (tele di grandi dimensioni dai colori intensi) e performance (un’esplorazione fisica del dolore, della memoria e della società).
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Nata nel 1992 a Cloppenburg, in Germania
Vive e lavora a Osnabrück, Germania
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Attività secondaria:
Studente del Master in Arte e Comunicazione all’Università di Osnabrück
Modello di disegno dal vivo presso accademie d’arte
Docente di teatro presso il Theatrepädagogische Werkstatt di Osnabrück, Germania
Cameriera in un bar
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Da quando ho memoria, l’arte mi ha accompagnato come un secondo battito del cuore.
Fin da piccola ho sentito che era il mio posto nel mondo, molto prima ancora di capire cosa significasse. Il percorso per arrivarci non è stato sempre facile, ma una cosa mi è stata chiara fin dall’inizio: non lavorare, non dipingere, mi sembra come scomparire in silenzio. L’arte non è una scelta nella mia vita, ma una necessità.
Il mio lavoro nasce contemporaneamente dalla memoria e dal presente.
Immagini di famiglia, frammenti di vita quotidiana, tracce di consumo, gesti fugaci: raccolgo ciò che resta. Sulla tela, questi frammenti si condensano in spazi pittorici in cui convivono tempo, perdita e intimità.
La nostalgia è una forza motrice centrale nella mia pratica artistica.
Non come uno sguardo sentimentale al passato, ma come uno spazio ambivalente: porta con sé dolore perché rende tangibile ciò che è perduto e rallenta il tempo. Al suo interno, il ritmo frenetico del presente si attenua. Si apre uno spazio interiore in cui il tempo diventa quasi impercettibile.
La mia pittura si muove tra intimità e spazio pubblico, tra storia personale ed esperienza collettiva. Si aggrappa al passato mentre lo lascia andare. Nasce dal desiderio di preservare e dalla consapevolezza che tutto è in continuo mutamento.
In un mondo in costante accelerazione, queste opere mirano a creare immagini che durino nel tempo—
immagini che possono essere silenziose o intense, ma che portano con sé un proprio senso del tempo.
Immagini che non vengono solo viste, ma anche ricordate.
Da quando ho memoria, l’arte mi accompagna come un secondo battito.
Ho capito fin da piccola che quello era il mio posto, molto prima di capire cosa significasse davvero. Il percorso per arrivarci non è stato sempre facile, ma una cosa mi è stata chiara fin dall’inizio: non lavorare, non dipingere, per me significa scomparire in silenzio. L’arte non è una scelta nella mia vita, ma una necessità.
Le mie opere nascono dalla memoria e dal presente allo stesso tempo.
Immagini di famiglia, frammenti di vita quotidiana, tracce del consumismo, gesti fugaci: raccolgo ciò che rimane. Sulla tela questi frammenti si condensano in spazi pittorici in cui tempo, perdita e vicinanza coesistono.
La nostalgia è il motore centrale del mio lavoro.
Non come uno sguardo sentimentale al passato, ma come uno spazio ambivalente: porta con sé il dolore, perché rende tangibile ciò che è perduto, e rallenta. Al suo interno, il ritmo frenetico del presente si attenua. Si crea uno spazio interiore in cui il tempo è quasi impercettibile.
La mia pittura si muove tra intimità e sfera pubblica, tra storia personale ed esperienza collettiva. Coglie e allo stesso tempo lascia andare. Nasce dal desiderio di conservare qualcosa e dalla consapevolezza che tutto è in continuo mutamento.
In un mondo in continua accelerazione, qui nascono immagini che restano.
Immagini che possono essere intense o delicate, ma che hanno un tempo tutto loro.
Immagini che non vengono solo viste, ma anche ricordate.
Curriculum dell’artista (Curriculum selezionato)
- 2025 Invito alla mostra collettiva “FATA MORGANA”, mostra all’aperto a cura del gruppo Vanished.pop.up, Herrmannplatz, Osnabrück, Germania
- 2025 Nomina per il Premio d’Arte della Fondazione Ingeborg Siebert per l’Arte e la Musica
- 2025 Secondo premio, Fondazione Ingeborg Siebert per l’Arte e la Musica, Università di Osnabrück, Dipartimento di Arte e Scienze Sociali, Seminarstraße 33, Osnabrück, Germania
- 2024 «La donna nello specchio della società», performance artistica individuale, Augustenburgerstraße 2, Osnabrück
- 2024 «KNOW HER NAME», mostra collettiva, Augustenburgerstraße 2, Osnabrück
- 2024 “VENUSSPIEGEL ♀”, mostra collettiva, BBK-Galerie, Osnabrück
- 2024 “BLACKBIRDS SINGING IN THE DARK”, mostra collettiva, EMAF n. 37 European Media Art Festival, Museumsquartier Felix-Nussbaum-Haus, Osnabrück
- 2024 “Chaos im Kopf”, performance artistica individuale, Museumsquartier Felix-Nussbaum-Haus, Osnabrück
- 2024 “POLYCHROM Jazz Festival”, tre artisti dipingono dal vivo sulle proprie tele, Hase29, Osnabrück
- 2024 “Lunga notte degli atelier”, come artista ospite in una mostra collettiva organizzata dall’Alte Post Studio, Osnabrück
- 2024 «Rendere visibile l’arte», progetto artistico: pittura di un pilastro pubblicitario, Kulturbüro, Osnabrück
- 2023/2024 “behind me”, vetrina singola, Skulpturengalerie, Dielingerstraße, Osnabrück
- 2022 “FORMINE”, mostra collettiva, Studierenden Zentrum, Osnabrück
- 2022 “plava magla u stomaku i mozagu”, performance artistica personale, Studio Stage, Università di Osnabrück, Osnabrück
- 2016 «Piepenbrock Kunstförderpreis», sala dedicata in una mostra collettiva, Università di Arte/Educazione Artistica, Osnabrück
Weitere Kunstwerke der Künstlerin