Sonnenuntergang
| Edizione | Pezzo Unico |
|---|---|
| Soggetto | Quadro Paesaggio |
| Tecnica | Pittura |
| Altezza | 60 cm |
| Larghezza | 80 cm |
| Lunghezza/Profondità | 2 cm |
2024
80x60
Acrilico su tela
L’opera di Konstantin Lischkoff-Knecht affascina chi la guarda con la sua superficie monocromatica di un blu intenso e la sua impressionante intensità. In un formato rettangolare che ricorda un paesaggio, il quadro sprigiona una presenza silenziosa ma potente, che richiama alla mente le opere di grandi maestri come Mark Rothko, Ad Reinhardt e Yves Klein. Ma l’opera di Lischkoff-Knecht va oltre un semplice omaggio: grazie alla sua tecnica unica di colata, sviluppa un linguaggio visivo tutto suo, che si distingue da questi modelli sia dal punto di vista tecnico che contenutistico.
La complessa tecnica a colata, sviluppata dallo stesso Lischkoff-Knecht, è alla base del particolare effetto dell’opera. Non solo il colore, ma anche il fondo e il pre-fondo vengono applicati in forma liquida, con l’artista che integra la forza di gravità come elemento centrale nel suo processo creativo. L’applicazione lenta, simile a una velatura, in tanti strati crea un effetto profondo, quasi ipnotico, che attira lo sguardo di chi guarda e lo fa immergere in un mondo fatto di profondità e trasparenza. Le stratificazioni conferiscono all’immagine una struttura vivace, che parla di movimento e cambiamento, anche se l’opera stessa viene presentata in uno stato statico.
L’intenso colore blu non solo trasmette profondità visiva, ma evoca anche forti associazioni emotive e spirituali. Yves Klein, che nella sua opera utilizzava il blu come simbolo dell’infinito e dello spirituale, trova qui una sottile continuazione, mentre Lischkoff-Knecht colloca il colore in un contesto di creazione e di processo. L’opera affronta il tema della temporalità della pittura: non mostra solo un risultato finale statico, ma è allo stesso tempo l’eco di un processo dinamico in cui la gravità e il tempo hanno lasciato le loro tracce.
Grazie alla tecnica a colata, l’onnipresente gravità diventa il fulcro del processo creativo. Il colore scorre, scende, si distribuisce e viene guidato dalla forza di gravità lungo traiettorie ben precise. Questo gioco inarrestabile eppure imprevedibile tra controllo e abbandono simboleggia il modo in cui l’artista affronta concetti come la caducità e il caso. Chi guarda non vede solo un’immagine, ma diventa testimone di un processo che è al tempo stesso razionalmente ponderato ed emotivamente vivibile.
L’opera è una riflessione sul tempo e sullo spazio, sull’atto creativo stesso. L’artista non si limita a elaborare pensieri concettuali, ma lascia trasparire anche un confronto emotivo: una resa dei conti con la fragilità e la fugacità dell’esistenza, che si percepisce attraverso gli strati visibili e le tracce del materiale versato.
Konstantin Lischkoff-Knecht
Knecht ha studiato Belle Arti all’Accademia di Belle Arti di Monaco dal 2012 al 2020, con Günther Förg e Jorinde Voigt.
Knecht ha anche partecipato al corso di progetto di Anne Imhof e ha avuto un vivace scambio con vari docenti e studenti dell’Accademia.
Dichiarazione d’artista
Il mio percorso artistico affonda le radici nell’espressionismo astratto, uno stile che si contraddistingue per forme espressive spontanee, emotive e sfrenate. Le opere di pionieri come Mark Rothko, Willem de Kooning, ma anche di artisti come Cy Twombly e Georg Baselitz hanno influenzato in modo determinante la mia comprensione e il mio apprezzamento per la forza grezza e immediata del colore e della forma.
Nei miei dipinti cerco di esplorare i confini del linguaggio visivo e di trasferire sulla tela le emozioni e i pensieri che mi animano. L’espressionismo astratto mi offre la libertà di esprimermi al di là delle forme e delle concezioni tradizionali. Questo stile mi permette di sperimentare con colori, texture e composizioni per creare una risonanza profonda e spesso intuitiva.
Ogni tela è per me un campo di battaglia dove mi confronto con i miei conflitti interiori, le mie emozioni e i miei pensieri. Il movimento del pennello, lo scorrere del colore e i gesti decisi riflettono l’intensità e la spontaneità che costituiscono il cuore del mio lavoro. Il fattore tempo gioca un ruolo molto intimo nella creazione: il fluire del colore e la conseguente nascita dell’immagine rappresentano per me il trascorrere degli stati della mia vita interiore, vissuti nell’immediato. Questo processo viene in definitiva nascosto allo spettatore: ciò che lo spettatore vede è solo il risultato finale del mio processo. Attraverso questa forma di espressione artistica senza filtri, cerco di trascinare chi guarda in un mondo emotivo che è soggettivo e sfaccettato proprio come l’esperienza umana stessa.
L’espressionismo astratto mi ha dato non solo un quadro stilistico, ma anche una base filosofica. Mi ricorda che l’arte non va solo vista, ma vissuta: deve creare un legame diretto e spesso personale tra l’opera e chi la guarda.
Mostre (selezione):
2015 Polish Institute Platan / Latarka Gallery (Budapest)
2015 Salon Kennedy (Francoforte)
2015 Kunstverein Wiesbaden (Wiesbaden)
2016 Accademia Cattolica di Monaco (Monaco)
2017 Lothringer 13 (Monaco)
2017 Art Homes (Monaco)
2018 Kunstarkaden (Monaco di Baviera)
2018 Haus 10 (Fürstenfeldbruck)
2023 Kunstarkaden (Monaco di Baviera)
2024 Kunstpavillon (Monaco di Baviera)